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Pompa per lavaggio chimico impianto riscaldamento

Serve davvero il lavaggio dell’impianto prima di installare la nuova caldaia?

Trattamento dell’Acqua e Obbligo di Lavaggio Impianto Termico (Norma UNI 8065)

Cos’è il Trattamento dell’Acqua normato dalla UNI 8065:2019?

Risposta Diretta: Il “Trattamento dell’acqua degli impianti termici per uso civile” è la definizione ingegneristica per un complesso di precauzioni chimico-fisiche ineludibili in sede di posa e avviamento di tutti gli apparati termici ad alta efficienza in Classe A. Stabilisce le metriche esatte in merito a filtrazione idraulica, limiti pregressi di potenziale d’idrogeno (pH) dell’acqua e gradi di durezza accettabili.

Nelle vetuste caldaie a tiraggio naturale (le macchine cosiddette “apertamente spregiudicate” verso le tolleranze costruttive in rame incrudito), le macro-geometrie del flusso termovettore riuscivano spesso a tollerare parziali incrostazioni stratificate al loro perimetro ed acque marcatamente ossidative senza incorrere in guarnizioni collassate, se non prima di decenni d’usura.

Al contrario, nell’ingegneria che presiede alla concezione ed ai cinematismi di pre-miscelazione contemporanei e compatti dei nuovi moduli in condensazione con tolleranze nell’ordine di decimi di millimetro per limitare l’ingombro del monoblocco impiantistico domestico (che siano per scambiatori in acciaio inox corrugato oppure per intricate maglie micro flettate in elementi basati sull’estruso reticolare d’allumino unito al silicio), una scaglia formatasi da ossido nero di ferro o una densa colonia d’alghe anossiche costituiscono una sentenza termica imperativa: innescano il “pitting” (micro cricche fessurative per cavitazione termo meccanica), portano repentinamente allo stress ciclico strutturale per colpa dei focolai circoscritti a super-riscaldamento, giungendo invariabilmente al collasso permanente ed alla fuoriuscita acquosa nel bruciatore sotto pressione da blocco non ripristinabile senza la sostituzione intera della serpentina o della testa.

In cosa consiste esattamente il lavaggio dell’impianto ad uso termico?

Risposta Diretta: Il procedimento impiegato dai termotecnici prevede la disconnessione dello stallo di generazione (bypass). L’applicazione seriale sul circuito della raggiera delle tubature di distribuzione tramite attrezzature esterne portatili ad altissima prevalenza permette la pompata forzata assieme a liquidi disgreganti disperdenti la malta dei depositi formatisi dai fanghi, l’impurità limacciosa tipica e la crosta decalcificata dei sistemi logorati su termosifone in ghisa.

Questa tipologia di manutenzione non rientra mai nella manutenzione periodica che l’affiliato C.A.T. (Centro Assistenza Tecnica) effettua con l’analisi fumi in autocontrollo degli ossidi o con l’aspirazione dello sporco in superficie dai moduli aspo polverizzato o caligine al quarzo. Rappresenta una vera e propria decalcificazione e sanificazione strutturale per asportazione massiva forzata del vettore per tutto il dedalo idrotermosanitario esistente che giace spesso in stato pre-anossico o ad alta criticità batterica incistata sotto coltre sedimentata nelle sezioni allargate.

E’ obbligatoria l’adozione permanente del Filtro Defangatore Magnetico?

Risposta Diretta: L’inserimento a schema di derivazione d’un dispositivo meccanico separatore di particelle per interposizione gravimetrica incrociata all’adsorbimento operato dai magneti al Neodimio ingabbiati costituisce oggi l’unico scudo di salvaguardia obbligatorio permanente in asse all’ingresso terminale di circolazione d’apertura al pozzetto d’interscambio.

Posizionato lungo il segmento di tubo di “ritorno” dai termosifoni o dal collettore solare/radiante prima della nuova re-iniezione del liquido all’interno per surriscaldamento sotto condensa esotermica, il dispositivo agisce decantando ogni intrusione ed abbattendo meccanicamente e in forma microfisica tutte le molecole magnetiche e la pirite ferrosa generantesi.

La manutenzione ordinaria risiede solamente nel separare la calamita permanente aprendo al deflusso a scarico concentrato della purea limosa con cadenza d’ispezione generalmente pattuita alle 12/24 mensilità e prevista. Il defangatore non sopperisce mai per via esclusoria e prevaricatoria all’eventuale assenza inziale per omissione dell’installatore rispetto al ciclo di deflussione o lavaggio impianto preventivo totale, in quanto nascerebbe ostruito dal riallaccio su impianto fortemente saturato dai solidi disciolti (Total Dissolved Solids – TDS).

L’inserimento integrato dell’inibizione per via liquida completa al contempo le linee della tutela, arrestando tramite fosfati o polimeri protettivi catodici chimicamente assembrati il propagarsi elettrostatico per fenomeni naturali per reazioni idrometriche delle diverse lamine catodico/anodiche che innescano l’ossidazione tra il basamento primario per condensazione rispetto alle valvolame d’ottone ed ai radiatori ferrosi.

Fonti e Approfondimenti: Requisiti normativi completi sul trattamento dell’acqua degli impianti termici su UNI Ente Italiano di Normazione.